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August 27 Discussione su YouTube - spot di EGSOctober 08 Il Ritorno di Francesco Agresti ad EboliFrancesco Agresti, che vive a Roma fin dall' adolescenza, è ritornato alla Città natale per un recital di poesia tenutosi il 30 Settembre nella Basilica della Badia di San Pietro Alli Marmi. Il recital si è svolto in un clima di commossa e intensa partecipazione. Interventi del giornalista del Mattino Antonio Manzo e del critico letterario Vito Pinto. Coordinamento di Maria Rosaria Forlenza. Sono state recitate poesie della raccolta "Ritorno ad Eboli" e il poemetto a due voci " ITACA, l' isola impossibile" superbamente interpretati da Anna Nisivoccia e Davide Curzio, con l' accompagnamento musicale di Rocco Vertuccio.
Francesco Agresti, tra le altre cose, è il fondatore del premio internazionale di poesia "Pier Paolo Pasolini" che annovera tra i promotori:
ALESSIO BRANDOLINI, MARTHA CANFIELD, BIANCAMARIA FRABOTTA, DACIA MARAINI
Mi piace ricordare un' altra occasione importante che mi ha consentito di abbracciare Francesco,: fu a Paestum nel 2003:alla presentazione de IL RITORNO DI ULISSE In quell' occasione sedetti accanto a Dacia Maraini che presentava a Villa Salati la sua opera:I digiuni di Santa Catarina.
Da " Inno a Circe" di Francesco Agresti: Ma di noi che resta, o Circe? *
L'Ermice ("Ritorno ad Eboli") Ma oggi proprio non so perché vago
tra questi obliati olivi e la spenta ginestra nella morente estate. Oggi non so se ancora il lepre, di fratta in fratta, fugge al sordo scalpitar di sonagliere o se ancora bacche ostenta,
più su, l'aspro ginepro. Sento soltanto il mormorio dell'acqua che scende a valle saltellando tra un variar di verdure e rari cinguettii. Ora rammento quanto, scaltro capriolo, m' inerpicavo pei versanti tuoi tra felci e querciòli e mortelle e profumi di labiati. e ti scoprivo fin dove l'acqua avevi più pura. E in te correvo e in te vivevo e per te trasgredivo. E mi mostravi il mare, lucente oltre la Piana, e i bastimenti tremuli, lontani. S'ode nella calura frinire una cicala, la vecchia ruota del mulino è muta edio stranito vado; Lascio il sentiero usato per il paese antico. Sotto il castello tutto il borgo tace; evapora dai tetti un che di pace. Questo è il mio mondo andato: un eremo beato. ******
Riporto, sotto forma d' immagine il comunicato stampa dell' Associazione culturale "Gli Amici del Mare"
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